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Ultimo aggiornamento: 07/10/2012

Vie ferrate delle Dolomiti

Principali itinerari per gli appassionati della montagna in alta quota

Ferrata Brentari scala

Si definisce con il termine via ferrata un percorso di accesso ad una cima di montagna o altra meta in alta quota dotato di cavi, catene, staffe, ed altri ancoraggi fissi come scalette o passerelle, funi di corda, che facilitano il passaggio degli alpinisti, in modo che l'itinerario su pendii rocciosi sia alla portata anche di meno esperti scalatori.

La prima via ferrata italiana risale al 1880, quando le guide alpine di Madonna di Campiglio attrezzarono il versante orientale della cima Brenta nelle Dolomiti di Brenta per facilitare il transito dei loro clienti, appassionati di montagna. 

L'avvento del turismo di massa a partire dagli anni Sessanta ha rivalutato  questi percorsi rendendoli oggetto di un'attività sportiva outdoor accessibile a tutti, con un certo allenamento fisico. L'itinerario è tracciato su una parete rocciosa, attrezzata con cavi, gradini, scale per garantire un percorso in alta quota il più possibile sicuro, godendo di panorami suggestivi unici.

Per intraprendere escursioni su vie  ferrate o attrezzate  è necessario disporre di adeguata attrezzatura oltre al normale equipaggiamento per l'alta montagna: imbrago, corde con  moschettoni con freno, casco, guanti da ferrata. 

I percorsi sono assolutamente da evitare  se c'è pericolo di temporali per via dei fulmini. Spesso le vie di discesa, ancorchè non attrezzate, sono assai impegnative e quindi è d'uopo mantenere alta la concentrazione.

Alcune vie sono assai frequentate, talvolta anche da persone alle prime armi o non allenate: è bene mantenere sempre un atteggiamento di collaborazione e di pazienza anche se  spesso  si rallentano i ritmi di percorrenza.  Particolare attenzione deve essere riposta a non provocare caduta di detriti.

Vie ferrate nelle Dolomiti e sulle Alpi del Trentino Alto Adige

L'elenco riporta alcuni itinerari in alta  e bassa quota la cui percorrenza presuppone  una adeguata attrezzatura (imbrago, moschettoni, casco) in alcuni casi torcia elettrica, una buona preparazione fisica, assoluta assenza di vertigini, precisa conoscenza dei percorsi e delle varianti sotto il profilo della difficoltà, della durata e dello stato del terreno, buona valutazione delle condizioni meteo.  

Le descrizioni che seguono hanno un carattere puramente indicativo e possono  contenere delle imprecisioni sia per errore materiale che per mancato aggiornamento. Si consiglia vivamente di prendere  gli opportuni contatti  e informazioni presso i gestori dei rifugi, uffici turistici, associazioni guide alpine, prima di  partire per escursioni  impegnative.

Pure il grado di difficoltà è subordinato a valutazioni che  tengono conto della media espressa  dagli autori di relazioni o da alpinisti. Determinanti in ogni caso sono   variabili quali le condizioni del terreno, le condizioni meteo, lo stato delle attrezzature, il periodo effettuazione per possibilità caduta sassi.

Via Ferrata  che salendo la parete orientale del Gruppo di Sella consente di guadagnare la Cima del Piz Boe, m.3152.  Certamente la più impegnativa delle vie ferrate del Sella e una delle più difficili delle Dolomiti. Presenta dei passaggi  verticali assai lunghi ed assolutamente esposti,

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Quello di seguito proposto, rappresenta, assieme al sentiero della Cresta Settentrionale, l'approccio  più impegnativo per  spostarsi da una parte all'altra delle Dolomiti di Brenta. Naturalmente questo impegno è ampiamente ripagato dalle forti emozioni che in ogni escursionista  suscita  il contatto con  le Cime del Brenta!

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Più che di una via ferrata quello delle Forcelle del MOnte  Paterno è un percorso attrezzato in molteplici punti  che  da sud ovest a nord est  attraversa tutto il Monte Paterno  superando cengie esposte, camini, gallerie, fortificazioni militari, ad una quota variabile tra i 2450 e i 2600 metri. Una via ferrata  consente di salire abbastanza agevolmente sulla cima dal lato sud. Strabiliante il panorama, veramente a 360 gradi grazie anche ai numerosi  cambi di prospettiva offerto proprio dal superamento delle diverse forcelle.  Il punto di partenza più vicino è il Rifugio Auronzo, raggiungibile da Misurina con strada a pagamento.

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Per coloro che dispongono di minor tempo  ma in buone condizioni di allenamento, si propone qui  un programma concentrato in 5 giornate con arrivo e partenza da Molveno. Come per gli altri itinerari è possibile cambiare la località di arrivo e partenza con  gli appropriati aggiustamenti di programma.  Ad eccezione dei sentiero Vidi, del sentiero Oliva Detassis e del sentiero Sosat, tutte le altre ferrate  rientrano in questo percorso.

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La  via ferrata Roda di Vael  è abbastanza semplice, dal Passo di Vaiolon, m.2560, consente di raggiungere la vetta della bellissima Roda di Vael. Di solito si percorre in concatenamento con la più impegnativa Ferrata del Masarè.  Il dislivello è di m.246, le attrezzature  consistenti in funi metalliche sono ben posizionate. Appoggi ed appigli  consentono di salire  e scendere senza particolari problemi.

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La Via  Ferrata Oskar Schuster si sviluppa lungo una via di salita alla cima di Mezzo del Sassopiatto  percorsa per la prima volta da Oskar Schuster e  Wilhelm Lohmueller nell’agosto 1896.   La via si snoda sul versante settentrionale della cima e supera  una serie di canalini  alternando dei tratti attrezzati con corde, caratterizzati dalla presenza di ottimi appoggi ed appigl

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La  via ferrata Aldo Roghel  si sviluppa sul versante occidentale del Vallon di Popera e  sale una parete tra i Campanili di Popera e  di Stallata.  Le attrzzature consistono in corde metalliche fisse  e in staffe di ferro infisse nella roccia.  Il tracciato si snoda tra camini e colatoi con diversi salti di roccia.

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La via ferrata al Catinaccio di Antermoia che collega i rifugi del Vaiolet con il Rifugio Antermoia e dal Passo principe risale il fianco occidentale del Catinaccio di  Antermoia  (Kesselkogel, m3004) per poi scenderne la cresta orientale in Valle d’Antermoia dopo una aerea traversata della  stretta cima

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La  via ferrata Cengia Gabriella  si sviluppa sul versante meridionale  della Cima Giralba di Sotto, Dolomiti di Sesto, territorio Veneto, collegando il Bivacco Battaglion Cadore in Val Stallata al Rifugio Carducci in Val Giralba Alta.  Gran parte dell’itinerario si svolge su cengie naturali ma assai esposte.  In alcune parti si risalgono  delle pareti assai esposte e con forte pendenza  in particolare per l’aggiramento dello spigolo sud ovest del Monte Giralba di Sotto.

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La nuova via ferrata per la Croda di Cengles ha caratteristiche tecniche e di impegno fisico che la classificano tra quelle medio – difficili. Essa risale la parete  a destra  del franoso canalone dove corre la via normale incontrandosi con essa dopo la forcella a poche decine di metri dalla vetta. Le attrezzature consistono in funi  metalliche, gli appigli salvo qualche tratto più impegnativo, sono assai consistenti.

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La via ferrata Fiamme Gialle alla Forcella del Marmor è da ritenersi mediamente impegnativa, nel suo genere. Essa  risalendo la base  ovest della Torre dei Bechi collega l’alta Val Canali con i  Vani Alti, superando la forcella del Marmor. 

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La Via ferrata Marino Bianchi  si sviluppa  lungo un dislivello di   230 metri  sulla cresta occidentale del Cristallo di Mezzo, m.3165. La ferrata prende avvio dal Rifugio Lorenzi alla forcella di Staunies, m.2932.  Le attrezzature  includono qualche scala e soprattutto le classiche, ben ancorate, funi metalliche. Le difficoltà sono abbastanza contenute, il panorama offeto  merita ampiamente  la breve escursione.

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La Via Ferrata  Passo Santner  si sviluppa nella parte  nord occidentale del Catinaccio.  Le sue attrezzature che risalgono il fianco ovest di Cima  Catinaccio o Rosengarten  consentono di raggiungere il Passo Santner dal versante  di Passo Nigra. E’ una ferrata nel suo genere non molto impegnativa ad eccezione di alcuni passaggi in canalini spesso ricoperti da neve ghiacciata. Essa mette in comunicazione  il Rifugio Fronza alle Coronelle con i  Rifugi Passo Santner, Re Alberto e Vaiolet.

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La ferrata del Sass de Putia, m.2876, Alto Adige,  consiste in alcune brevi e facili attrezzature, corde metalliche, che consentono il superamento di  alcune  balze  rocciose, per guadagnare la cima. La ferrata ha inizio  a quota 2730 circa in corrispondenza di un pianoro ghiaioso al quale si perviene con ripida salita dalla Forcella di Putia (Peitler-Scharte. Il punto di partenza più prossimo è il Passo delle Erbe o Wuerzjoch.

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Per la cima  del Sass Rigais, massima elevazione delle Odle dopo la  Gran Furcheta, due sono le ferrate che portano in vetta. Le due ferrate sono di  medio bassa difficoltà, nel loro genere ed anche la lunghezza è contenuta.  Le attrezzature consistono in solide funi di acciaio con  ottimi ancoramenti. 

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La Strada degli Alpini è  una  frequentatissima via ferrata  che utilizzando in gran parte delle cengie naturali taglia trasversalmente  i fianchi  dei monti Giralba di Sopra, Cresta Zsigmondy,Torre Undici  Cima Undici (Elferkofel). Essa collega i rifugi Zsygmondi-Comici e il Rifugio Berti al Vallon Popera superando la Forcella Undici e il Passo della Sentinella.

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La Tru Dolomieu è una facile e breve via ferrata che consente la salita alla magnifica Cima Conturines, m.3064, nel gruppo Fanes Conturines. E’ una cima che domina da oriente  la Val Badia con  pareti strapiombanti e caratterizzate da grandi ondulature.

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La Via Ferrata degli Alleghesi al Monte Civetta  è probabilmente una delle più lunghe salite in roccia delle Dolomiti.  Dai 2420 metri della base ci sono ben 800 metri per arrivare sulla vetta del Civetta. Le difficoltà tecniche non sono proibitive e conoscono una continuità senza presentare  passaggi  di  spiccata difficoltà. Le attrezzature sono molto solide e varie: funi metalliche in prevalenza alternati a  staffe di ferro infisse nella roccia per superare i punti più verticali. Alcuni canalini e camminamenti su cengie completano il quadro.

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Via ferrata che dal Rifugio Velo della Madonna conduce  al Porton. Proseguendo sulla sinistra da qui si imbocca  il sentiero 714, sentiero  attrezzato Gusella  che superando la Forcella di Stephen,  che separa la Cima di Ball dalla cima di Val Roda, scende al Passo di Ball e voledo al sottostante Rifugio Pradidali.

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Il sentiero ferrato Alfredo Benini è la prosecuzione verso nord del sentiero delle Bocchette Alte. Collega la Bocca del Tuckett, raggiungibile dall’omonimo rifugio  con il sentiero 303 al Passo del Grostè, attraversando in cresta la Cima Sella, Il Campanile di Vallesinella, la Cima Falkner, il Campanile dei Camosci e la Cima Grostè. E' un itinerario mediamente difficile nel suo genere, EEA - D, che offre delle bellissime vedute sul Gruppo della Campa e sul Gruppo Adamello Presanella.

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Forse  la più rinomata via in alta quota delle Dolomiti. Un magnifico percorso che offre in ambiente severo dei panorami indimenticabili sia verso sud est (Lago di Molveno, Cima Paganella) che verso  ovest (Adamello-Presanella). Lunghi tratti esposti, seppur ben  attrezzati, rendono consigliabile l’escursione ad alpinisti esperti ed allenati.

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Magnifica Via Ferrata  che risale la parete sud del Cimon della Pala  sino al Bivacco Fiamme Gialle e al sottostante Passo del Travignolo.  Notevole lo sviluppo  con numerosi passaggi esposti e difficili, anche se non  estremamente impegnativi dal punto di vista tecnico. 

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La via  ferrata   Che Guevara è caratterizzata da difficoltà non  troppo sostenute, ma  è estremamente lunga (1400 metri di dislivello),  soggetta a scariche e  con  percorso infido  tratti erbosi assai ripidi e scivolosi.

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Bellissima ed esposta via ferrata, mediamente impegnativa nel suo genere, che collega la Val Ambiez alla Vedretta d'Agola e al Rifugio 12 Apostoli.

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La Via ferrata Giovanni Lipella   prende il via alla famosa Galleria del Castelletto   allo spigolo sud ovest della Tofana di Rozes, ad una quota di circa 2480.  Molto emozionante la salita per la stretta galleria scavata dagli alpini  per portare le tonnellate di esplosivo necessarie per  far saltare la Cima del Castelletto  presidiata dai Kaiserjaeger  austriaci

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Questa sentiero attrezzato, abbastanza semplice nel suo genere, consente di fare il giro della Pietragrande e di fatto costituisce la continuazione del sentiero Costanzi dalla Val Gelada di Campiglio al Passo Grostè.

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La Via Ferrata Ivano di Bona si snoda lungo una linea di cresta che dalla forcella di Staunies dove è situato il Rifugio Lorenzi,  si sviluppa  in direzione  ovest nordovest .  Il percorso è  monto lungo e  attraversa diverse cime  sino a concludersi ad Ospitale,  poco più a nord di Podestagno.  La via non presenta difficoltà tecniche particolari, le attrezzature nei punti ove servono sono ottime.

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Questa via ferrata, detta  Ferrata  Marmolda di cresta ovest, si snoda sul versante nord occidentale della regina delle Dolomiti. Ha inizio dalla Forcella della Marmolada e  termina sulla cresta finale a 20 minuti di distanza dalla Capanna Punta Penia.

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E’ una via ferrata che consiste nel superamento di un salto di roccia  che collega la Val Delle Cirelle con le pendici del Sasso Vernale e di Cima Ombretta, superata la quale si scende a Passo d’Ombretta e al sottostante Rifugio Contrin

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Questo percorso attrezzato è una parte del Sentiero dell’Ideale che collega in quota il Rifugio XII Apostoli al Rifugio Pedrotti passando per la Bocca di Ambiez e per la Bocca della Tosa.  Il tratto in esame non presenta particolari difficoltà per il suo genere e permette all’escursionista di guadagnare vedute panoramiche  ineguagliabili sulle cime più belle delle Dolomiti di Brenta.

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La Via ferrata Pertini  al Crep de la Port  risale la parete sud  del Mont de Stevia lungo uno sperone della montagna chiamato Crep de la Port.  Il punto di inizio si trova a circa 20 minuti di  cammino dal parcheggio di Vallunga, a Selva di Val Gardena.  Le atterzzature consistono in solide funi metalliche, scale e staffe infisse nella roccia. Il tracciato si snoda su un misto di ripidi passaggi su arbusti e fondo erboso alternati al superamento di massi rocciosi  alcuni molto esposti e mai banali.

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Itinerario  che collega per sentiero attrezzato i Rifugi Tuckett ed Alimonta passando lungo le balze rocciose delle punte di Campiglio. Presenta solo un passaggio impegnativo  costituito dalla discesa di una ripida parete, ottimamente attrezzata con scale e corde, in prossimità di una gola. Offre nel complesso stupendi panorami sul Gruppo Vallesinella, sulla Presanella e nel tratto terminale sulla Cima Tosa ed il Crozzon e sulla catena centrale del Brenta.

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Si tratta di un sentiero attrezzato  che consente di raggiungere la Cima Capi, m.907,  partendo  a monte dell’abitato di Biacesa (Val Sperone) dove si imbocca il sentiero n.470 o sentiero del Bech. Dopo circa 90 minuti si trova l’incrocio con il sentiero 405 che segna l’inizio della via ferrata. 

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Questa via ferrata non presenta difficoltà particolari  sviluppandosi attraverso una parete a picco sul Lago di Garda e dotata di buone  attrezzature. E’ caratterizzata  dalla presenza di alcune lunghissime scale  che consentono di superare  in buona sicurezza passaggi altrimenti assai impervii

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Celeberrima traversata su via ferrata del gruppo centrale delle Dolomiti di Brenta dalla Bocca di Brenta alla Bocca degli Armi. Percorso molto esposto, mediamente impegnativo nel suo  genere. Si attraversano su cengie naturali (le seghe) le pareti della Brenta Alta, Campanil Basso, Campanil Alto, le guglie degli sfulmini e con percorso veramente ardito, scavato a mano nella roccia, lo spigolo sud est della maestosa Torre di Brenta.

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Una via ferrata veramente spettacolare, densa di emozionanti passaggi, tecnicamente da non sottovalutare, lunga nello sviluppo ma senza grossi dislivelli.  Ulteriore elemento di forte  richiamo è costituito dalla presenza di  numerose postazioni  militari del primo conflitto bellico

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La Via ferrata Brigata Tridentina  si sviluppa sulla parete sud-est della Torre Exner nel gruppo del Sella. Essa collega il versante della Val Badia del Passo Gardena con il Rifugio Cavazza al Pisciadù. Supera un dislivello di circa 400 metri. Le difficoltà tecniche sono abbastanza contenute sia per il tipo di roccia che presenta numerosi appigli e appoggi naturali, sia per l’inclinazione

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Magnifico sentiero attrezzato che in quota attraversa le Torri del Latemar dalla Forcella dei Campanili sino alla Forcella Grande del Latemar dove è situato il bivacco Rigatti. Si percorre in circa ore 1,30. Non presenta difficoltà tecniche molto impegnative, anche se in qualche tratto è abbastanza esposto

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In memoria della guida alpina di Molveno, Felice Spellini, è stata aperta una nuova via ferrata  sullo sperone sud della Cima degli Armi. Essa costituisce un utile collegamento  tra la valle dei Massodi, versante di Molveno, e la vedretta degli Armi,  versante Madonna di Campiglio, dove è situato il rifugio Alimonta.  Permette quindi un più rapido rientro a Molveno o al Rifugio Pedrotti per coloro che hanno percorso la Via delle Bocchette Centrali o delle Bocchette Alte o il sentiero Sosat con partenza dal Rifugio Tuckett.

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La Via ferrata Franco Gadotti  ha inizio  poco prima del  bivacco Zeni a quota 2100 circa. Il percorso attrezzato sale lungo la parete est nord-est del Sass Aut sino alla Forcella da le Doudes. Il percorso alterna tratti attrezzati con pendii ripidi erbosi. Le difficoltà tecniche sono  abbastanza contenute e i panorami offerti sono davvero eccelsi

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La Via Ferrata Paolin Piccolin consente di salire la bella pala rocciosa di Cima  Auta Orientale, m.2624. Si tratta  di un percorso abbastanza facile nel suo genere. La base si trova a quota 2290 circa ed ha quindi uno sviluppo di poco più di 300 metri

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Questa via ferrata  è ritenuta una delle più impegnative per la verticalità dei tratti, per l’esposizione e soprattutto per  la natura della roccia, assai liscia e scivolosa, e per la presenza di  punti di appoggio per  i piedi.veramente  limitati e ridotti per dimensioni.

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Quella del Sass Aut è una via ferrata che consente l’attraversamento della dorsale occidentale del Gruppo di Valaccia  dalla Forcella  Sass da le Doudes (punto di arrivo della Ferrata Gadotti) sino alla Cima Sass Aut, la impegnativa discesa  del suo fianco meridionale, l’attraversamento del Sass da Stengia sino a Forcella Baranche

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La ferrata Zandonella si snoda su due tracciati che  risalgono la parete sud est della Croda Rossa di Sesto. Quello ad est che risale lo spigolo orientale è mediamente  impegnativa come pure  quella ad ovest  che  risale centralmente la cima  sfruttando vari canalini. Il punto di partenza è la parte alta del Vallon Popera poco sotto il Passo della Sentinella a quota 2620m.  Il punto di partenza è il rifugio Berti al vallon Popera oppure  il Rifugio Prati di Croda Rossa nelle vicinanze dell’impianto di risalita che sale da  Moso, Val Pusteria.

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La  Via Ferrata del Porton  collega assieme alla più facile ferrata del Velo i rifugi Pradidali e Al  Velo della Madonna  nel settore meridionale del Gruppo delle Pale di San Martino. E’ una via molto esposta che consente la discesa in Val Pradidali dal Porton lungo la parete meridionale della Cima di Ball. In abbinamento al sentiero attrezzato Gusella consente di percorrere un magnifico anello attorno alla Cima di Ball  con partenza  dal Rifugio Pradidali

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